Inverno 1898 – Inverno 2018

Circolo della Scranna 120° anniversario

Origini e Storia del Circolo della Scranna  dal 1898 a 2018 dalle memorie di uno dei Soci Fondatori Sesto Ravaioli

Sesto Ravaioli ci racconta che in una osteria molto rinomata, in una serata di un rigido inverno del 1898, alcuni amici stanchi di giocare a varte in un luogo fumoso e chiassoso, decisero che nei prossimi sei mesi di quell’inverno dovevano trovare in affitto una camera per trascorrere le serate in piacevole compagnia (giocando molto probabilmente a maraffone e a briscola).

Un bel giorno in buon Sesto incontrò il signor Pandolfo Petrucci e gli chiese se avesse una stanza libera nel suo palazzo di via del Suffragio (adesso via Volturno); il signor Petrucci lo informò che l’unica stanza libera era un ripostiglio molto ampio presso la Società Corale diretta dall’egregio signor Cicognani. Andarono insieme da quest’ultimo e patteggiarono il prezzo di lire trenta per i soli sei mesi di quell’inverno.

Non si trattava solamente di giocare a carte, ma dato che la stanza era dotata di un grande camino alto circa due metri e che vi erano anche sei fornelli, decisero di cucinarsi laute cene assieme ad Antonio Frattini, vecchio pensionato. Finita la cena, dato che era rigorosamente proibito battezzare il vino con l’acqua, ritornavano i nebulosi fumi che erano quelli del generoso vino “santificato” e bevuto abbondantemente e che provocavano un mezzo baccano e allegria. I soci crescevano al punto di non aver sedie per tutti e si avvicinava il momento di ritornare all’aperto ma Sesto Ravaioli, parlando con i soci della prima ora, propose: “Chi di noi tutti non si debba avere in casa propria una sedia in più? Ebbene ognuno porti la propria scranna e la riporteremo a casa quando ritorneremo all’aria aperta”.

L’egregio socio maestro Querzoli desse: “Diranno poi: che sarà il circolo della scranna ?” e allora tutti in coro gridarono: “EVVIVA IL CIRCOLO DELLA SCRANNA!”

Poiché i soci aumentavano si penso di trovare una sede più grande e decorosa così, dopo breve tempo, il Circolo della Scranna si trasferì nel palazzo del Conte Mangelli in corso Diaz. Purtroppo anche questa sede si rivelò insufficiente per le memorabili feste da ballo e allora si ritorno in quella di Petrucci nel locale lasciato libero dalla Società Corale essendo più vasto e decoroso.

Qualche anno dopo la Scranna si trasferì e occupò il piano nobile del magnifico palazzo Zoli (ora Credito Romagnolo o anche Talenti Framonti) in piazza Saffi. Per estirpare il gioco d’azzardo praticato da alcuni soci, venne eletto un nuovo Consiglio Direttivo presieduto dall’onorevole Gaudenzi. Il nuovo regolamento che vietava il gioco d’azzardo, pena l’espulsione, venne approvato all’unanimità. Allo scoppiare della guerra i giovani del circolo andarono al fronte ma alla fine del conflitto quelli rimasti incolumi tornarono al loro Circolo della Scranna.

Nel dopo guerra il circolo cambiò più volte la sede: una prima provvisoria in via Bonatti – Piazzetta Don Pippo, sopra al bar in casa Ciani dal 1944 al 1946 e poi nel Palazzo Santucci in via delle Torri fino al 18 dicembre 1954 anno in cui si trasferì nella sede più prestigiosa al piano nobile del palazzo Albicini, dove risiede tutt’oggi. Nel 1959 il circolo allargo la sede occupando i locali lasciati liberi dalla Democrazia Cristiana.

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